Il Museo Jatta, cuore pulsante del progetto Rubi antiqua in Italia.

Rubi Antiqua in Puglia: il Polo italiano del progetto

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In stretta collaborazione con i membri dell’équipe di Rubi antiqua di base a Parigi, il polo italiano del progetto ha il suo fulcro a Ruvo di Puglia, un antico sito peucezio che nel corso del XIX secolo divenne una “miniera archeologia a cielo aperto” per numerosi collezionisti d’antichità italiani e stranieri.

Rubi antiqua in Puglia, il radicamento locale dell’iniziativa

I luoghi di riferimento per la ricerca in città sono il Museo Nazionale Jatta e il Palazzo Jatta, con la sua Biblioteca e gli archivi privati. Fondamentale risulta, in questo contesto, la sinergia creatasi con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e il Polo Museale della Puglia. La collaborazione con la dott.ssa Elena Silvana Saponaro, direttrice del Museo Nazionale Jatta, è alla base di un proficuo scambio di competenze scientifiche, concretizzandosi anche in azioni di valorizzazione dell’Istituzione museale che rappresenta.

Le ricerche in archivio: tra Bari e Napoli

Tra gennaio e giugno 2015, quattro missioni presso l’Archivio di Stato di Bari (ASBa) hanno permesso lo spoglio e l’analisi del fondo “Monumenti e Scavi di Antichità”, punto di riferimento essenziale per delineare un quadro del fenomeno del collezionismo ottocentesco a Ruvo. Lo studio delle fonti archivistiche, inoltre, ha tracciato una pista di ricerca che giunge a Napoli, dove Andrea Milanese (collaboratore e consigliere scientifico del progetto) conduce un lavoro complementare a quello barese presso l’Archivio della Soprintendenza, ubicata nel palazzo degli Studi in cui c’è anche il museo archeologico di Napoli.

I partner istituzionali del progetto

I partner istituzionali di Rubi antiqua sono la Regione Puglia (co-finanziatrice del progetto insieme alla Mairie de Paris) e il Comune di Ruvo di Puglia. Sul piano della ricerca scientifica, è imprescindibile la cooperazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” rappresentata dalle professoresse Paola Palmentola e Raffaella Cassano e il supporto della Università degli Studi di Milano

Questi partner sostengono un progetto internazionale che è rivolto alla ricostruzione della storia dell’antico sito peucezio, per comprendere meglio le motivazioni sottese al traffico di reperti archeologici tra Ruvo, Napoli e Parigi, in un’ ottica socio-antropologica. Cercare di rintracciare l’origine ruvestina di alcuni reperti, confluiti oggi nelle vetrine di importanti Musei francesi ed europei, è un ulteriore obiettivo di Rubi antiqua, che si propone anche di comunicare e diffondere una storia affascinante che ha orientato azioni, sogni, ambizioni dei più importanti collezionisti di antichità tra il 1810 e il 1860.

L’articolo è disponibile in francese al link.

©Rubi antiqua
Ph Sara Rania per Rubi antiqua. Tutti i diritti sono riservati.
Si ringrazia il Polo Museale della Puglia e il Museo Archeologico Nazionale Jatta per l’autorizzazione all’uso dell’immagine.

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