L’archeologia al femminile: il caso di Francesca Girasoli

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Lo spoglio dei documenti dell’Archivio di Stato di Bari continua a riservare grandi soprese all’équipe di Rubi antiqua. Nel corso della seconda missione, che si è svolta dal 17 al 27 marzo, la storia della ricerca archeologica ruvese si è tinta di rosa! La protagonista in questione è un’intraprendente signora ruvese dal nome di Francesca Girasoli. Donna Francesca, il 6 agosto del 1839, scrive al Ministro degli Interni dell’allora Regno di Napoli per chiedere il permesso di eseguire uno scavo archeologico in alcuni fondi di sua proprietà, nella contrada Croce dei Cappuccini a Ruvo (ASBa, MSA, B4, F. 104, f. 44). La Signora è da poco vedova di Giuseppe Simia, che da una serie di documenti risulta a sua volta protagonista di numerosi scavi e acquisti di antichità a Ruvo. Sfogliando con delicatezza queste antiche carte torniamo un po’ indietro nel tempo e immaginiamo questa particolare coppia ottocentesca che parla di archeologia e di storia. Ci sembra quasi di sentirli durante gli scavi, mentre si scambiano la speranza di trovare “quel pennello finissimo” dei vasi di Giulio Jatta (ASBa, MSA, B5, F. 125). Insieme a Giulio e Giovanni Jatta, Francesca e Giuseppe facevanno parte di una élite molto ristretta a Ruvo, un boudoir intellettuale caratterizzato sì da una forte competizione culturale, ma anche da una reale passione per l’arte e la storia locali.

Tuttavia la donna in quel periodo non era considerata di pari potenzialità rispetto all’uomo se persino Giovanni Jatta (uomo colto e illuminato) parlando della tanto apprezzata cognata Giulia Viesti, scrive che era dotata di notevole intelligenza “benché donna”! A questa visione maschilista non sfugge nemmeno Francesca Girasoli. Per il sottintendente di Barletta, infatti, che dovrà vigilare sul corretto svolgimento dello scavo da parte della signora, nonostante le numerose lettere a lui indirizzate dall’Intendente della Provincia di Bari in cui si esplicita che Sua Maestà ha accolto la richiesta di Donna Francesca Girasoli, non può essere una donna a condurre uno scavo di antichità! E così in lettera ufficiale del 16 ottobre 1839 per il sottintendente barlettano Donna Francesca diventa il Signor Francesco Girasoli (ASBa, MSA, B5, F.110, f. 3). Solo un piccolo dettaglio che nulla toglie all’intraprendenza di quest’ archeologa ruvese ante litteram!

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