Rubi antiqua intervista Aldo Patruno al Museo del Libro di Ruvo di Puglia, ©Rubiantiqua.

Rubi antiqua: l'intervista ad Aldo Patruno

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In occasione dell’inaugurazione del Museo del Libro-Casa della Cultura, l’équipe Rubi antiqua ha incontrato, per una breve intervista, Aldo Patruno. Di origini pugliesi, egli ha ricoperto durante la sua carriera ruoli istituzionali di grande prestigio e acquisito una “esperienza ultradecennale nel settore delle trasformazioni urbane, dello sviluppo valorizzazione e dismissione dei patrimoni immobiliari pubblici”. A partire da dicembre 2015 ricopre la carica di Direttore del Dipartimento Cultura della Regione Puglia.
Le nostre domande al Direttore hanno posto l’accento proprio su questioni e dinamiche di valorizzazione, partendo dal progetto di musealizzazione del nuovo spazio culturale ruvestino quale modello replicabile per altri contenitori culturali sul territorio.

L’intervista di Carmela Battista

Carmela Battista: Direttore, ritiene possibile affermare che a Ruvo di Puglia stia nascendo un vero e proprio “Polo della Cultura”? Quali sono le sue aspettative per una città dalle origini così antiche?

Aldo Patruno: L’orizzonte del polo della cultura comincia a comporsi in maniera significativa. Il Museo del Libro – Casa della cultura si inserisce in un sistema interessantissimo che, dal mio punto di vista, ruota intorno al Museo Jatta, sul quale sono in atto delle riflessioni importanti. Stiamo già ragionando in tal senso e presto ci riuniremo a Ruvo per un vertice Ministeriale dedicato.
Il punto essenziale è però uno: polo e rete non possono basarsi unicamente sui contenitori.

Oggi la rete si costruisce sui contenuti e sulle connessioni, anche virtuali, di questi contenuti.

Il Museo del Libro, sia come contenitore che come contenuto, ci fornisce un ottimo esempio. Si tratta di una realtà improntata alla connessione fra virtualità e antico, nei testi e nella struttura. È su questo dobbiamo puntare, anche a partire da Ruvo.

L’importanza di eccellenze mondiali come Il Museo del Libro, il Museo Jatta e la Cattedrale va ben oltre la dimensione locale.

C.B.:Infine per noi di Rubi antiqua una domanda di “parte” ma anche di “cuore”: pensa che il progetto di musealizzazione di Palazzo Caputi sia un modello di valorizzazione replicabile per Palazzo Jatta?

A.P.: Ovviamente le due cose vanno distinte visto che si tratta di questioni completamente diverse. Però per lo spirito e l’approccio che ci guida nel nostro lavoro ragionato sui contenuti, gli allestimenti e appunto – come dicevo – sulle connessioni, il Museo del Libro è sicuramente uno spunto interessante.

Diciamo che sul Museo Jatta possiamo fare molto di più e,
in realtà, ci stiamo già lavorando.

Per ascoltare direttamente l’intervista:

©Rubi antiqua
Tutti i diritti sul testo, l’audio e l’immagine sono riservati e si invita a contattare direttamente l’ufficio stampa per ogni citazione.

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